Contenuti E-E-A-T: come dimostrare esperienza e autorevolezza


Come dimostrare esperienza, competenza, autorevolezza e affidabilità nei contenuti? Scopri come applicare i principi E-E-A-T per conquistare la fiducia di utenti e Google.

Le regole di ottimizzazione di un contenuto lato SEO sono cambiate nel corso degli anni, per riuscire a creare sempre più testi che non solo rispondessero alle logiche dei motori di ricerca ma anche alle necessità degli utenti. Ecco perché tra le ultime novità in termini di ottimizzazione dei testi ci sono quelle relative ai cosiddetti contenuti E-E-A-T.

Dove per E-E-A-T s’intende un insieme di parametri che riguardano la qualità di quello che si pubblica e la credibilità di chi lo pubblica.

Oggi un articolo, una guida o una pagina di servizio, dunque, ha bisogno di rispondere a diversi parametri sia per essere indicizzato e competere in SERP sia per le AI Overview e le risposte generate dagli assistenti conversazionali, che nella maggior parte dei casi citano una fonte solo quando la ritengono affidabile. Parlando di contenuti E-E-A-T quindi, facciamo riferimento a guide, articoli e testi per il web costruiti per fornire informazioni utili, competenti, autorevoli e capaci di generare fiducia in chi le riceve.

Che cosa significa E-E-A-T e perché è rilevante per i contenuti

L’acronimo E-E-A-T si traduce in Experience (Esperienza), Expertise (Competenza), Authoritativeness (Autorevolezza), Trustworthiness (Affidabilità), quattro parametri che Google impiega per valutare il valore prodotto da un contenuto online, dagli articoli di un blog alle pagine informative di un sito fino alla documentazione di un’applicazione. Questi criteri sono definiti all’interno delle “Search Quality Rater Guidelines”, il manuale che Google mette a disposizione dei valutatori umani incaricati di analizzare la qualità dei risultati di ricerca.

Nel momento in cui si scrive in ottica E-E-A-T quindi si deve lavorare su alcuni fattori specifici. Per quanto riguarda l’esperienza, per Google è importante che chi scrive il contenuto abbia esperienza nel settore e un punto di vista proprio, che si esprima attraverso testi capaci di offrire al lettore una panoramica approfondita sull’argomento trattato. Sul fronte della competenza, i contenuti devono essere scritti da persone che abbiano abilità o conoscenze specifiche sul tema, e chi firma dovrebbe avere una conoscenza attenta del settore. Anche quando il testo è scritto da un ghostwriter su indicazione e con il supporto del professionista, il nome che compare sul sito deve essere quello del professionista stesso. L’autorevolezza riguarda invece la reputazione di chi pubblica e il suo peso all’interno del settore di riferimento, valutata soprattutto attraverso i riconoscimenti che arrivano dall’esterno, come citazioni, menzioni e presenza in fonti di settore.

Con l’affidabilità Google giudica quanto il sito e le informazioni fornite siano accurati, professionali e onesti, perché è rilevante che i contenuti forniscano all’utente informazioni corrette e utili. Questo criterio occupa una posizione particolare rispetto agli altri tre, che funzionano come strumenti per raggiungerlo: esperienza, competenza e autorevolezza servono a costruire la fiducia, che resta il risultato finale a cui deve tendere un contenuto sul web.

Creare contenuti E-E-A-T vuol dire aiutare i motori di ricerca a comprendere che il proprio contenuto è di qualità e che merita di essere citato in SERP e nelle risposte delle AI Overview. Diventa inoltre rilevante per dare valore ai testi scritti da persone o brand competenti nel settore, limitando la circolazione di contenuti falsi o superficiali.

Come dimostrare l’esperienza diretta all’interno di un contenuto

Sul piano pratico, l’esperienza (ossia la prima E di riferimento per i contenuti E-E-A-T) si dimostra attraverso elementi che il lettore riconosce senza doverli cercare. Le fotografie e i video originali scattati nel contesto reale sostituiscono le immagini d’archivio e valgono come prova di un lavoro effettivamente svolto. Oltre a video e foto, bisogna anche inserire nei contenuti dettagli professionali e approfonditi che solo chi conosce realmente un’attività o il settore è in grado di fornire.

Rientrano in questa categoria i tempi effettivi di lavorazione, gli imprevisti che si presentano ricorrentemente, gli errori più frequenti e i dati riferiti a un caso specifico, che dicono al lettore molto più di una percentuale generica presa da una fonte di terzi. Anche indicare i limiti della propria esperienza rafforza la credibilità del testo, perché dichiarare quali situazioni non si sono affrontate o quali prodotti non si sono testati distingue chi racconta un lavoro reale da chi riassume quello che ha letto altrove.

Competenza e autorevolezza dell’autore: l’importanza di firma, biografia e riconoscibilità

Un aspetto rilevante per i contenuti che seguono l’ottimizzazione E-E-A-T riguarda la firma dell’autore, la biografia e la riconoscibilità di chi pubblica. Questo vuol dire rendere evidente al visitatore chi ha scritto il contenuto, con una firma che porti a informazioni relative all’autore e agli ambiti di sua competenza.

Ad esempio, se in azienda ci sono più esperti di settore per diverse categorie o ambiti, è possibile scegliere di creare un team autori dove ogni esperto tratta l’argomento più affine alla sua specializzazione. Le domande che Google suggerisce di porsi su questo punto trovano risposta in pochi secondi: risulta evidente al visitatore chi ha scritto il contenuto? La pagina riporta una firma dove sarebbe lecito attendersela? Quella firma conduce a informazioni sull’autore e sugli argomenti di cui si occupa? Rispondere di sì a tutte e tre significa avere già coperto una parte rilevante del lavoro da svolgere sui contenuti E-E-A-T.

Perché la biografia svolga la sua funzione deve contenere elementi controllabili e riconducibili realmente all’autore. Si possono inserire di conseguenza elementi come la qualifica professionale, gli anni di attività nel settore, l’ambito di specializzazione e il collegamento a un profilo esterno consultabile come LinkedIn o un sito personale. La firma, la biografia e la riconoscibilità permettono di dimostrare la propria competenza, soprattutto in settori tecnici dove per gli utenti è importante che i contenuti siano autorevoli e scritti in modo ottimale. L’autorevolezza, però, si costruisce anche fuori dalla singola pagina, attraverso le menzioni ricevute da altri siti del settore, le citazioni in ricerche e articoli di terzi, gli interventi a convegni e la coerenza tematica dell’archivio pubblicato.

Un sito che nel tempo si concentra su un ambito circoscritto, inoltre, viene percepito come risorsa specializzata, mentre un archivio che tocca argomenti scollegati fatica a costruire riconoscibilità su qualcuno di essi. Completano il quadro la pagina redazionale e il chi siamo, che restano i due elementi che il lettore va a controllare quando ha un dubbio o vuole sapere chi sta lavorando al sito e ai suoi contenuti.

Creare contenuti trasparenti e di qualità

Come per qualsiasi testo destinato al web, anche per i contenuti E-E-A-T conta la qualità della scrittura, la trasparenza delle informazioni e la profondità dell’approfondimento tematico. Risultano così molto utili le citazioni all’interno del testo, con eventuali link di approfondimento collegati ad altre fonti. Il contenuto deve riportare informazioni corrette e prive di errori fattuali, mantenendo un atteggiamento trasparente verso chi legge. Le citazioni funzionano quando sono verificabili, quindi vanno inserite nel punto del testo in cui sostengono un’affermazione e non raccolte in fondo alla pagina, con link che portino a fonti primarie come studi, documentazioni ufficiali e dati istituzionali.

Quando una fonte non è più raggiungibile, il link va sostituito, perché un rimando che restituisce un errore comunica abbandono più di qualsiasi contenuto datato. La gestione delle date rappresenta un altro elemento visibile di trasparenza. La data di pubblicazione e quella di ultimo aggiornamento vanno mostrate entrambe, così il lettore capisce quando il testo è nato e quando è stato rivisto. Modificare la data senza intervenire sul contenuto, ad esempio, produce l’effetto opposto rispetto a quello desiderato. Questo perché se il lettore trova dati superati sotto una data recente perde fiducia nel contenuto.

Rientrano nella stessa logica la dichiarazione di eventuali interessi commerciali nelle recensioni e nei contenuti affiliati, la presenza di contatti reali e verificabili e la correzione esplicita degli errori segnalati, con l’indicazione di cosa è stato modificato. Il livello di trasparenza richiesto cambia in base all’argomento. Per i contenuti classificati come YMYL, acronimo di Your Money or Your Life, la soglia si alza in modo considerevole, perché un’informazione errata può produrre conseguenze concrete su chi la legge.

La categoria comprende salute, finanza e sicurezza e dal settembre 2025 include esplicitamente anche i temi che riguardano elezioni, istituzioni e società. In questi ambiti la revisione da parte di un professionista qualificato diventa parte integrante del contenuto pubblicato e va dichiarata accanto alla firma dell’autore, indicando chi ha effettuato il controllo e con quali competenze.

Come verificare l’E-E-A-T dei contenuti già pubblicati

Lavorando su un sito attivo da molti anni ci si ritrova dinanzi a un archivio di contenuti che potrebbero non essere scritti, o comunque ottimizzati, seguendo la logica E-E-A-T. In questo caso, come suggerisce anche Google, è necessario compiere due azioni: valutare che i contenuti siano ben scritti e offrano le giuste informazioni, magari con il supporto in lettura di una persona esterna al sito, e analizzare le pagine che hanno perso posizione in SERP e per quali tipologie di ricerca. Una volta individuati i contenuti da rivedere, si agisce su questi aggiornandoli man mano, senza fare tutto in un giorno. Il consiglio è inoltre di evitare di modificare quei contenuti che stanno performando bene e che hanno un buon posizionamento.

L’unica cosa da fare su tutti i contenuti è verificare che ognuno riporti il nome dell’autore e una breve biografia, che rende il pezzo più autorevole. Se è il brand a scrivere basta anche la firma del marchio invece di quella dell’autore, l’importante è che il contenuto sia di qualità e che ci sia sempre coerenza tra quello che si scrive e quello che promette il titolo. Nel decidere da dove partire nella verifica dei contenuti già pubblicati, infine, conviene lasciare da parte l’ordine cronologico e guardare i dati: le pagine che generano più traffico organico e quelle che portano a una richiesta di contatto o a un acquisto sono quelle in cui la fiducia del lettore ha conseguenze immediate; quindi, meritano di essere riviste prima delle altre.

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